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Il prelievo del Cinghiale con la tecnica della Girata PDF Stampa E-mail
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Il cinghiale si è imposto in gran parte del nostro territorio regionale creando, molto spesso, seri danni alle attività agricole e alla viabilità.   La sola caccia, pur se intensiva, non sempre riesce a contenere la crescita demografica di questo grosso selvatico per cui, sempre più spesso, si rende necessario ricorrere al controllo diretto delle popolazioni di cinghiale con l’uso della carabina sia all’aspetto che alla cerca.

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- un momento del corso svolto in provincia di Rimini -

Queste due attività (caccia e controllo) sono così diverse tra loro, sia dal punto di vista normativo, sia per le differenti tecniche di prelievo impiegate, da creare non poche discriminazioni tra i cacciatori. Tutto questo, oltre a generare profondi contrasti tra il mondo venatorio e gli agricoltori, provoca spiacevoli ed inutili dissapori tra cacciatori dello stesso paese, a volte addirittura della stessa famiglia.  L’attività di controllo prevede, per esempio, solamente quelle tecniche di prelievo che permettono di effettuare abbattimenti di tipo selettivo, con ridottissimo disturbo agli altri selvatici. Di conseguenza ogni forma di caccia collettiva con l’impiego dei cani che inseguono la selvaggina non può essere neppure presa in considerazione. Tutto giusto e previsto dalla legge, ma purtroppo resta il fatto che così facendo si esclude automaticamente la quasi totalità dei cacciatori di cinghiale in braccata dalle operazioni di contenimento della specie. Inoltre ad inasprire ulteriormente la polemica c’è il fatto che l’attività di controllo si effettua  quasi esclusivamente durante il lungo periodo di caccia chiusa e i cacciatori esclusi ritengono di subire un grave torto, una vera e propria prevaricazione.  Con questo quadro normativo e nel rispetto di tutta la restante fauna, nei momenti di emergenza gestionale, se si vuole coinvolgere parecchi cacciatori nell’attività di controllo, un giusto compromesso tra la caccia in braccata e il prelievo selettivo potrebbe essere rappresentato dalla GIRATA.   Infatti questa tecnica se eseguita in modo corretto permette l’impiego del cane  anche in aree interdette al prelievo venatorio, dimostrandosi sufficientemente selettiva.   Essa pur avendo alcuni limiti presenta però moltissimi vantaggi:
VANTAGGI
1) possibilità di effettuare il prelievo del cinghiale senza precludere l’accesso a quella zona ad altri fruitori del bosco, in quanto la durata dell’azione è tutto sommato breve, l’occupazione dell’area d’azione è piuttosto ridotta, i punti di sparo sono pochi e facilmente segnalabili;
2) assenza di rischi per il cane che lavorando sempre legato alla cinta lunga non entrerà mai in contatto con i selvatici;
3) ridotto disturbo arrecato agli altri selvatici per l’impiego di poche persone e di un solo cane assicurato alla cinta lunga;
4) opportunità di scegliere il capo da abbattere potendo inoltre effettuare tiri di precisione in quanto i cinghiali giungono alle poste lentamente, con frequenti arresti di marcia per vigilare sulla via di fuga;
5) utilizzazione di questa tecnica sia nell’attività di controllo che in quella venatoria;
6) ridottissimo numero dei capi feriti per i tiri eseguiti, molto spesso, su animali del tutto fermi;
7) breve durata dell’azione con conseguente riduzione della noiosa attesa alle poste;
LIMITI
1) difficoltà di applicazione in ambienti poco boscati, con estesi forteti impenetrabili e vaste aree coltivate;
2) impossibilità di coinvolgere quei cacciatori che vorrebbero partecipare occasionalmente al prelievo del cinghiale. Infatti nella girata è indispensabile avere ottima conoscenza: del territorio, delle abitudini e del comportamento del cinghiale oltre ad una spiccata capacità nel riconoscere rapidamente sesso e classe d’età del selvatico giunto a tiro.
Comunque si crede che con un po’ di buona volontà, sia da parte dei cacciatori, sia da parte degli enti preposti alla gestione faunistica, si possa raggiungere presto quel punto di incontro che dia inizio alla necessaria sinergia per ricomporre le spiacevoli e nocive dispute che avvelenano il mondo della caccia al cinghiale.

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Nel frattempo l’URCA Marche si impegna a diffondere la cultura del prelievo del cinghiale con la tecnica della girata istituendo un corso della durata di 4 ore che si terrà il sabato dalle ore 08.30 alle 12.30. Il corso è rivolto a tutti coloro che hanno già un cane con funzione di limiere o quantomeno abbiano già partecipato al corso per conduttore di limiere per la localizzazione dei cinghiali allestrati.

 

ore 08.00

Ingresso in aula

ore 08.15

Presentazione del corso

ore 08.30

Confronto tra braccata e girata. Definizione di girata. Organizzazione del gruppo di girata. Scelta della zona.

ore 09.30

Individuazione dei cinghiali. Scovo degli animali. Disposizione delle poste

ore 10.30

Anatomia e fisiologia del cinghiale. Cenni di balistica terminale. Analisi sulla scelta dell'arma, del calibro, del tipo di palla.

ore 11.30

Piccoli accorgimenti: suggerimenti per una buona riuscita della girata. Trattamento e trasporto dei capi abbattuti. Il cinghiale ferito: strategie da adottare.

ore 12.30

Consegna degli attestati di partecipazione

 

 

 

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